La Torre della Ricerca di Padova è tornata ad accogliere gli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado dopo lo stop imposto dalla pandemia, coinvolgendo anche gli specializzandi di Pediatria dell’Università di Padova, in un progetto unico in Italia. 250 ragazzi e giovani medici in formazione hanno conosciuto i ricercatori dell’Istituto di Ricerca Pediatrica, visitato i laboratori e fatto esperimenti.
Open day: le scuole incontrano i ricercatori all’Istituto di Ricerca
Tre giorni di scoperte, incontri e scienza con lo scopo di avvicinare i giovani alla ricerca di laboratorio. La prima giornata di open day è stata dedicata a 70 studenti delle scuole secondarie di primo grado di Agna (PD), Villaverla (VI) e Cervarese Santa Croce (PD): divisi in gruppi, hanno osservato cellule al microscopio, estratto il DNA dalle banane e osservato pesci, mosche e vermi usati per studiare le malattie rare e genetiche.
Il secondo giorno è toccato all’Istituto Scalcerle di Padova: una settantina di studenti delle classi quinte dell’indirizzo sanitario ha usato il microscopio, ascoltato come funziona la bioinformatica e capito come si scrive un articolo scientifico. Entrambe le mattinate si sono concluse con un intervento sui corretti stili di vita.
Il progetto pilota con gli specializzandi
L’IRP ha accolto anche gli specializzandi in Pediatria dell’Università di Padova, con cui è stato lanciato il primo progetto pilota in Italia per avvicinarli alla ricerca clinica e traslazionale. Il prof. Eugenio Baraldi, Direttore scientifico di IRP, spiega che il progetto «vuole fornire loro i fondamenti metodologici per la ricerca clinica e traslazionale, e produrre articoli originali nelle diverse aree che riguardano la cura del bambino».
Nella prima fase, 80 specializzandi hanno realizzato 22 pubblicazioni scientifiche, pubblicate sulla rivista Frontiers in Pediatrics. Nella seconda, una cinquantina di medici in formazione ha visitato i laboratori. Il prof. Maurizio Muraca, Coordinatore scientifico, ha ricordato che fare ricerca di laboratorio «vuol dire acquisire indipendenza, autonomia e un punto di vista critico, che aiuta a ragionare in modo diverso anche nel trattare il paziente».
Chi è Città della Speranza
Fondazione Città della Speranza Ente Filantropico, dal 1994, sostiene la ricerca sulle malattie oncoematologiche e malattie rare pediatriche. Grazie alle donazioni ricevute, ha realizzato l’Istituto di Ricerca Pediatrica di Padova, dove oltre 200 ricercatori lavorano ogni giorno per trovare nuove cure.
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