Tutto pronto per la tradizionale Festa dei Volontari della Fondazione Città della Speranza, organizzata nel Parco del Caseificio Castellan a Travettore di Rosà (VI) — l’atteso “Raduno annuale”, in programma domenica 13 luglio 2025. Un momento importante di condivisione e di festa per ritrovarsi nello spirito comune di essere prossimi agli altri.
Festa dei Volontari di Fondazione Città della Speranza
Essere volontari di Città della Speranza non è solo “fare il volontario”, cioè svolgere un servizio: è soprattutto vivere secondo un’etica di condivisione con un obiettivo comune, sostenere i bambini e le bambine che stanno affrontando un momento difficile con le loro famiglie. Il fondatore Franco Masello, anima di questa festa annuale: «Noi volontari siamo una famiglia e, come tutte le famiglie, desideriamo trascorrere insieme anche i momenti di gioia. Per questo dobbiamo ringraziare l’amico Urbano Castellan, che già da alcuni anni mette gratuitamente a disposizione di questo raduno — lo scorso anno eravamo in settecento — lo splendido parco Castellan.»
Il Presidente Marino Finozzi: «Questo è un bellissimo momento di festa che ci consente di trovarci insieme per trasmetterci l’un l’altro la passione per questo servizio di volontariato accanto a Città della Speranza. Ma ancor più è occasione di bilancio sulle attività svolte e di confronto sui nostri programmi futuri.»
Urbano Castellan, un volontario DOC
Da moltissimi anni è accanto alla Fondazione un volontario d’eccezione: Urbano Castellan. Grazie a lui è stato possibile effettuare a Padova, nel 1985, il primo trapianto di midollo osseo, quando questa procedura in città non si praticava ancora. A sue spese, e in accordo con il Prof. Luigi Zanesco, Urbano portò negli Stati Uniti un’équipe per imparare la tecnica. «Pensare a come fare per poter dare senza avere: questo il pensiero forte che mi ha spinto nel 1983 ad aiutare il Professor Luigi Zanesco a reperire fondi per acquistare i farmaci che arrivavano dall’estero. In quell’anno si è ammalata mia figlia Elisa, che poi ho perduto qualche anno dopo. Da cosa è nata cosa, ed eccomi ancora oggi qui accanto a Città della Speranza, alla quale sono profondamente legato.»
Per partecipare alla Festa si richiede una simbolica quota di partecipazione, che andrà a finanziare un ricercatore. Masello: «L’offerta che chiediamo non è certamente per coprire le spese, ma andrà ad alimentare il fiume di solidarietà che rinvigorisce la ricerca che portiamo avanti nell’Istituto di Ricerca Pediatrica di Padova, il nostro braccio operativo.»
Chi è Città della Speranza
Fondazione Città della Speranza Ente Filantropico, dal 1994, sostiene la ricerca sulle malattie oncoematologiche e malattie rare pediatriche. Grazie alle donazioni ricevute, ha realizzato l’Istituto di Ricerca Pediatrica di Padova, dove oltre 200 ricercatori lavorano ogni giorno per trovare nuove cure.
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